Video by E. Santinelli

Picture on top by E. Lattanzi

LA COMPAGNIA

Tutto nasce da un incontro. Seesaw Dance Company nasce nel 2017 sulle rive del Garda, proprio da un incontro. Per questo motivo vogliamo onorare e perpetuare la ricchezza che viene dall’unione e lo scambio reciproco, con voi, attraverso diversi linguaggi.
La compagnia è un sistema aperto che riunisce artisti provenienti da vari campi artistici. Il cuore è composto da sette professionisti, si espande e modifica il suo ritmo a seconda del progetto. La nostra ricerca si muove tra la danza contemporanea, il teatro fisico e la musica. L’importanza data al significato del lavoro e di ciò che portiamo in scena è il nostro perno.

IL NOME

Seesaw significa altalena, un gioco semplice, estremamente affascinante che racchiude la nostra identità. L’altalena è instabile, come noi, desiderosa di mettersi sempre in discussione, ma anche stabile e legata a valori forti: la reciprocità, la profondità, la passione per la ricerca e l’auto-ironia. L’altalena si lascia andare e trasporta chi la sceglie, fa sentire il vento sulla pelle ed il vuoto nello stomaco, i pensieri fluiscono nel suo movimento, si scatenano sensazioni inspiegabili, vive e fa sentire vivi. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a fare lo stesso per chi condivide il teatro e qualsiasi spazio performativo con noi in un percorso di continua crescita e scoperta. Seesaw si riferisce anche al sali-scendi, un gioco che implica inevitabilmente condivisione.

LA MISSION

Il movimento e la nostra ricerca coreografica prendono vita dal significato e dalla riflessione sui punti chiave del progetto a cui stiamo lavorando. C’è un’iniziale immersione nelle sensazioni, situazioni e narrazioni che vogliamo comunicare e, di fondo, una costante osservazione del movimento dei bambini e di persone definite problematiche, svantaggiate e fragili dalla società. La rielaborazione avviene attraverso il contatto con la gente, le emozioni e i vissuti inerenti al contenuto e alle domande che stiamo indagando. Inoltre, diamo importanza a porre il corpo in stati scomodi e di totale a-controllo per raggiungere un’esplorazione sensoriale e una consapevolezza di sé profonda legata all’immaginazione. In parallelo, c’è una sperimentazione delle diverse direzioni che ogni composizione può prendere guidata da un dialogo sull’argomento che ci mette costantemente in discussione. Lavoriamo su coordinazione, sincronia e armonia portandole al loro limite e trascinandole, se necessario, agli opposti così da trasformare la perfezione del movimento, la forma e la tecnica, nell’urgenza del “qui ed ora” e lasciando che gli stati interni si riversino naturalmente nella loro pura espressione esteriore.
Miriamo a ridurre lo stacco tra gesto, messaggio, danza, parola e musica affinché si impastino in un potente unicum. Testare l’equilibrio tra tensione e fluidità è il nostro motore, e ci affascina estremamente la relazione tra sensazione, emozione, linguaggio e corpo.

LE ISPIRAZIONI

Prendiamo spunto e ispirazione dai grandi della danza contemporanea, del teatro-danza e del teatro fisico come: Pina Bausch; Vsevolod Meyerchol’d; Jerzy Grotowsky; Sidi Larbi; e Ohad Naharin, da discipline e tecniche quali: la Contact Improvisation; la Release Technique; la DanceAbility; e il Floorwork, da balli di coppia e popolari quali: il Tango; il Fox Trot; e lo Swing.

Amiamo affrontare temi filosofici, umani e salienti per la nostra contemporaneità. Diamo attenzione alla fragilità umana legata agli aspetti sensori-motori del corpo che porta a conseguenze significative sul piano affettivo e relazionale, sul modo di stare nel mondo e di essere con l’altro.
Infine, crediamo che la drammaturgia possa connettere pubblico e creatori in un dialogo vicino e aperto, e che riesca ad attivare una riflessione che opera contemporaneamente attraverso corpo, emozioni e mente.

Crediamo inoltre, come afferma Paul Ricoeur nel 1988 nel suo capolavoro “Tempo e Racconto III”, che: “il presente comune è ciò che viene raccontato in virtù dell’arte di comporre artisticamente un solido tessuto con i fili degli avvenimenti” e che tale presente tragga la sua forza dalla composizione di trame di comunità. Quindi, la narrazione, espressa attraverso movimento, teatro, immagine, parola e musica, ha l’incredibile potere di creare un’identità collettiva.

PRODUZIONI

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Picture by M. Beberi

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Picture by M. Beberi

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Picture by M. Beberi

UNDER CONTROL

Una trilogia sulla fragilità, la violenza e la possessione unite dal filo rosso del bisogno di porre l’attenzione su quelle condizioni umane che ci fanno sentire impotenti e abbandonati, ed il bisogno di valorizzare la forza e la ricchezza che possono nascere da situazioni svantaggiose.

1. Im-bilico

Chi l’ha detto che la bellezza sta nella grazia? Ma poi cos’è la grazia?
“La grazia non è un’andatura attraente…è la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarci”

Erri de Luca

Un tornado vaga violento nel mio tronco, attraversa nervi e gangli che corrono senza sosta sull’orlo di dirupi infiniti, in bilico. Fa freddo! Il tremore mi sfianca. Vorrei solo fermarmi. Scaldami. Ho le vertigini, oscillo. 

Im-bilico è un duetto che nasce dal forte interesse della Compagnia verso quelle condizioni che ci impediscono di muoverci come vorremmo, di sfiorare l’altro come desideriamo e che ci obbligano a soccombere alla fragilità di ossa, nervi e muscoli che si fonde con la fragilità emotiva.

2. TreTris

Se stringi non scappo, non posso, lo sai. Il male è insopportabile, ma non urlo. Lascio che il mio corpo s’inondi di questa sorda vibrazione che culla l’ultimo soffio di dignità che mi rimane. Forse ora, tra qualche secondo, o forse domani, risuonerà nel tuo torace e allenterà la stretta delle tue mani.

TreTris si ispira alla storia di Artemina Gentileschi e affronta due temi principali:
La violenza fisica e psicologica nelle relazioni intime e lavorative.
La superbia verso minori e minoranze in giochi di potere in cui, alla fine, rimangono solo sconfitti.

3. MIA

Pensi davvero io possa appartenerti? Mi hai tolto tutto. Non so più dove sono, non so più chi sono. Ma tu, adesso, con chi sei?

“Tutto quello che vale per me, vale per gli altri. Mentre io tento di liberarmi dall’influenza d’altri, l’altro tenta di liberarsi dalla mia, mentre io cerco di soggiogare l’altro, l’altro tenta di soggiogarmi”     

 – L’essere e il nulla – Jean-Paul Sartre                              

AVEC MOI

Avec Moi è una riflessione sulla solitudine, e sulla contraddittorietà che muove l’uomo a cercare i propri spazi di individualismo, ma, allo stesso tempo, qualcuno con cui condividerli. Da una parte, c’è il bisogno di indipendenza, di affermazione personale e di libertà; dall’altra, la necessità fisiologica di essere amati, accettati, riconosciuti, e di condividere con qualcuno i risultati raggiunti nel lavoro su sé stessi.
Nella società attuale questi due aspetti, individualismo e ricerca dell’altro, necessari all’uomo, non sempre convivono in armonia.
I personaggi descritti in Avec Moi sono anime sole, irrequiete, insoddisfatte. Lui e Lei abitano le stanze della propria routine con isteria, cercandosi e lasciandosi continuamente. Una ricerca ossessiva, che a tratti mostra persino una certa rabbia, forse irrinunciabile per alcuni animi romantici, o semplicemente illusi.
Stare soli, sotto un certo punto di vista ci rende migliori, rinunciando ad alcuni tipici compromessi della falsa compagnia, ma dobbiamo riconoscere la tendenza, forse innata, dell’essere umano a socializzare. Del resto, come afferma Aristotele nel suo capolavoro la Politica: “L’uomo è l’essere più sociale paragonato all’ape o a qualsiasi altro animale che vive in branco”. Ma quanto caro costa rinunciare alla propria indipendenza?
Avec Moi si muove come una pallina da ping-pong tra questi due lati contrapposti ma necessari l’uno all’altro, non decretando mai un vincitore.

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Picture by F. Zanoni

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Illustrazioni Francesca Frongia @iosonofrafro

DAMMI UN NOME

Dammi un Nome è uno spettacolo interattivo ispirato a Sei personaggi in cerca d’autore (1921, Pirandello) dove il pubblico diventa regista e coreografo. Come accade tutto ciò? Attraverso la compilazione di carte illustrate attraverso cui è possibile interagire con personaggi che non solo hanno perso l’autore ma anche e soprattutto il nome. Le carte hanno degli spazi da riempire dove: scrivere una parola; lasciare un segno, e scegliere un colore. Il ballerino diventa filtro di emozioni ed esperienze di chi ha di fronte in uno scambio nudo per dare vita a ciò che vede sulla carta ed espressione ad impulsi consci ed inconsci.
Il nostro nome è fisso, per tutta la vita, ma indica qualcosa di mutevole, ovvero noi con i nostri stati d’animo, il nostro aspetto ed i nostri vissuti. In questa incessante contraddizione si vuole catturare quell’attimo in cui le identità di diverse persone, fatte di desideri, rimpianti, passioni, preferenze, sensazioni, paure, affetti, si toccano. Cuore della produzione è l’incontro tra il desiderio istintivo dello spettatore e del performer. Quindi, la messa in scena è una fusione tra l’immaginario dell’autore e dell’interprete attraverso un dialogo non verbale e un processo condiviso di creazione istantanea.

ALL MY SHIT

G. ha 28 anni. Non è ancora un adulto, non è più un ragazzo. Di fronte alla zona grigia che precede l’età matura si trova a dover fare i conti con le proprie risorse e a rivedere le tappe che lo hanno portato all’uomo che diventerà. Un’autoanalisi condivisa con il pubblico, durante cui mette a nudo la sua formazione, i fallimenti di bambino e dei genitori, il rapporto con la sfera affettiva (dalla quale non sempre si è supportati) e con i doveri da svolgere per conformarsi a quel “bravo ragazzo” che tutti si aspettano. Da ciò emerge la fatica di confrontarsi con un modello imposto e lontano dalla propria identità: una dinamica da sempre ripetuta e oggi ben consolidata con l’uso dei social networks. Giungerà infine ad un dialogo con un altro sé stesso che lo porterà a riflettere su ciò che, nel viaggio verso la maturità, conta davvero e ciò che invece è necessario abbandonare.
Il tema della crescita è qui strettamente connesso a quello dell’arte. La figura dell’artista tormentato, che per creare si affida al proprio patema interiore, è visto come un modello naïf da cui emanciparsi. “L’arte non si nutre di sofferenza” si dice il nuovo G.
ALL MY SHIT parla ad un pubblico contemporaneo, il quale, cresciuto nella pluri-appellata crisi, sa che il segreto della rinascita non sta nell’autocommiserazione, ma piuttosto nella pragmaticità, nell’auto-ironia e nella presa di coscienza che il solo modo per raccontare qualcosa di nuovo è partire da sé stessi, senza timori per ciò che si è.

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Picture by Martina Monaco

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Uno spettacolo di e con Giuseppe Claudio Insalaco

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Picture by M. Beberi

RI-TRATTO CARNALE

Lo spettacolo prende vita grazie alla collaborazione tra la Seesaw Dance Company ed il compositore-pianista Sebastiano de Salvo.
Il pezzo si ispira alla poesia di Alda Merini “Colori” e ai dipinti di Claudio Verna. Da tali spunti nasce il bisogno di riflettere sul senso di impotenza che spesso – a tratti – ci accompagna nella vita.
Un dialogo tra voce, suoni del corpo, musica dal vivo e movimento per comprendere le diverse sembianze che tale sentimento prende dentro e fuori di noi.
Il senso di impotenza può essere freno come motore, sta a noi subirlo o trasformarlo, soccombere o cavalcarlo.

THE DROP

“..viene su, a differenza delle altre gocce che cascano perpendicolarmente, in ottemperanza alla legge di gravità, e alla fine fanno un piccolo schiocco, ben noto in tutto il mondo. Questa no: pian piano si innalza..”   

– I Sessanta Racconti – Dino Buzzati

Cosa accade quando l’assurdo irrompe nelle nostre vite? Cosa scatena? Dove ci porta?
The Drop cattura l’assurdo che irrompe nella vita di cinque ragazze: una commessa, una scrittrice, una pittrice, un’informatica, e una tassista. Le loro routine chiuse e solitarie, vengono stravolte da un evento che scavalca l’ordinario, una goccia che sale, sfacciata, trasparente. Ognuna reagirà in modo diverso: ironia, introspezione, fascinazione, paura, fuga. Diverse le loro reazioni all’incontro con la goccia, comune il desiderio di autenticità che innesca in ognuna. Le cinque identità decideranno di condividere le proprie assurdità senza vergogna e di mettere a nudo la loro autenticità. Capiranno che essa non è solo un concetto individuale ma soprattutto collettivo. Fondendo le loro vere personalità scopriranno che l’una può essere complemento dell’altra. Corpi vividi, scherzosi, selvaggi, puri racconteranno la loro storia modellando lo spazio.

The Drop parla dell’assurdo che per quanto possa essere frustrante, a volte devastante e disorientante può diventare un’opportunità per cambiare prospettiva e risvegliare alcuni aspetti nascosti di noi stessi. La produzione è un cammino verso un’autenticità individuale e collettiva intesa, nei termini di Heiddeger, come qualcosa che viene costruito momento per momento e dove il vero sé è una continua narrativa in trasformazione basata sui sentimenti, i desideri, le azioni, le scelte e l’incontro con le persone che incontriamo e amiamo.

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Picture by J. Gutu

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Picture by E. Lattanzi

Autòs - Entòs (un astratto di THE DROP)

Cosa significa essere autentici oggi? Il pezzo è ispirato all’idea di autenticità di Heidegger espressa nel suo capolavoro Essere e Tempo. Come ci si sente ad essere autentici? Come prende forma e come cambia questa sensazione? Che ruolo giocano il contesto e la società in cui viviamo? Cosa significa essere inautentici?

EVENTI & SPETTACOLI

CALENDARIO

4 SETTEMBRE 2020  – La prima di ROUGH Origins and Ruins

Rocca di Riva (Riva del Garda)

2 OTTOBRE 2020  – ALL MY SHIT + UNDER CONTROL

Spin Time Labs (Roma)

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FESTIVAL

– The Face Festival (Padova, 2017)
– ENIGMAFest (Roma, 2018)
– CorpoMobile (Roma, 2018)
– MarteLive (Roma, 2019)
– Religion Today Film Festival (Trento, 2018 – 2019)

PERFORMANCE

– Auditorium Fausto Melotti – MART (Rovereto, 2017 – 2019)
– Teatro Sanbàpolis (Trento, 2018)
– Teatro San Marco (Trento, 2018)
– Teatro Gustavo Modena (Mori, 2019)
– Anfiteatro Rocca di Riva (Riva del Garda, 2019)

ARTISTI

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Veronica Boniotti

06.06.1991

Borsa di Studio Alvin Ailey; Broadway Dance Studio; Steps Dance School (NY)

Laurea in filosofia alla Sapienza e diploma al D.A.F Dance Arts Faculty (Roma)

Studia all’Università La Sorbonne e al Centre du Marais (Parigi)

Laurea all’Università di Bristol in Filosofia e Scienze Cognitive e in Psicologia
Studia alla Hamilton House e alla Tobacco Factory (Bristol)

Studia con Monteverde; A. Whitley; Zappalà; Michela Lucenti; e Ohad Naharin

Ballerina per C. Felicioni; M. Morau La Veronal al Festival Oriente Occidente (Rovereto); Skandalisi Dance Company FIDCDMX Festival (Messico); R. Ferrara

Esperta-Coreografa per il progetto Danzare con l’altro CID (Rovereto)

Fonda SEESAW DANCE COMPANY

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Giuseppe Claudio Insalaco

28.05.1987

Studia all’Opus Ballet (Firenze) e al Teatro Studio (Scandicci)

Laurea al DAMS Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo

Studia con Eugenio Barba; Vincent Riotta; Stefania De Santis; Massimiliano Civica; Massimo Di Michele; David Zambrano; Shen Wei; Marta Ciappina; Giovanni Di Cicco

Ballerino per la Compagnia di Teatro Fisico Cie-Twain (Roma)
Ballerino per l’Ensamble Dance Company di Hayley Matthews (Londra)

Attore e ballerino per Graham Vick; Luciano Melchionna; Giancarlo Sepe; Paolo Sorrentino; Davide Livermore; G. Cauteruccio;
Michela Lucenti Balletto Civile

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Chiara Ferraglia

10.10.1994

Studia al Liceo Coreutico “F. A. Bonporti” (Trento)

Balla per la Compagnia di danza 3D-Dinamiche al Festival Oriente Occidente 

Balla per Vasco Rossi (Roma e Milano)

Si laurea all’ArtEZ Institute of the Arts (Olanda)

Ballerina e coreografa per Skandalisi Dance Company

Balla per la compagnia Provincial Dances Theatre Yekaterinburg (Russia)

Insegnante di DanceAbility e terapista in formazione di DanzaMovimentoTerapia

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Federica Danaj

22.04.1998

Studia al Liceo Coreutico “F. A. Bonporti” (Trento)

Studia Psicologia e Scienze Cognitive all’Università degli studi di Trento

Studia danza contemporanea con Francesca Manfrini e altri (Trento)

Studia danza classica, GAGA, Hatha e Ashtanga yoga, e hip hop (Olanda)

Ballerina per M. Morau La Veronal al Festival Oriente Occidente (Rovereto)

Insegnante di danza classica e contemporanea (Riva del Garda)

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Ambra Calvia

24.11.1998

Studia al Liceo Coreutico “F. A. Bonporti” (Trento)

Assistente insegnante di danza contemporanea al Club la Fourmie (Trento)

Ballerina per la compagnia Club la Fourmie di Donatella Zampiero

Partecipa a gare nazionali e internazionali con crew Hininga (Trento)

Coreografa e ballerina per la Stagione del Cinema Teatro G. Sartori (Mori)

Ballerina in La voce del silenzio per il gruppo Alta Posizione Crew

Insegnante certificata di Bachata Fusion – “Bachata Fusion Academy” (Milano)

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Jasmine Bresciani

08.04.1999

Studia al Liceo Coreutico “F. A. Bonporti” (Trento)

Studia danza contemporanea con Francesca Manfrini e altri (Rovereto)

Selezionata per la vetrina internazionale di danza contemporanea WhatWeAre 

Borsa di studio al MUC Musik and Kunst Privatuniversitat der Stadt (Vienna)

Studia hip hop con Ang Patrick Dadula (Trento)

Finalista a Italia’s got Talent con la crew di hip hop Powa Tribe

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Sebastiano de Salvo

08.04.1998

Studia pianoforte con il M° F. Consoli al Conservatorio “F. A. Bonporti” (Trento)

Studia composizione con il M° C. Colazzo al Conservatorio “F. A. Bonporti” (Trento)

Masterclass in Direzione d’Orchestra con il M° Julien Salemkour (Berlino)

Ha diretto l’Orchestra Euroregionale Alpen Classica (Bressanone)

Ha suonato nella residenza dell’ambasciatore dello Sri Lanka (Berlino)

È direttore dell’Orchestra giovanile Euthaleia (Trento)

CONTATTI

+39 3889475178

+39 3483113398

seesawcompany@gmail.com

Prossimi eventi

GO BEYOND

Workshop di danza contemporanea e teatro fisico. 6 incontri a partire da Settembre 2020.

ROUGH Origins and Ruins

Debutto della nuova produzione Seesaw Dance Company, venerdì 4 Settembre 2020 - Rocca di Riva (Riva del Garda)

LA PARATA DEI VALORI

10 incontri-laboratorio a partire dal 17 Giugno 2020.